La cerimonia a Orano
Algeria, beatificati 19 martiri cristiani

Si è svolta sabato 8 dicembre sulle alture di Orano, nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz, recentemente restaurato, la beatificazione dei 19 martiri cristiani in Algeria, caduti tra il 1994 e il 1996. La cerimonia è stata presieduta del cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi e inviato del papa. Vi hanno partecipato famigliari e amici cristiani e musulmani dei martiri, e le autorità algerine.

Non era scontato che una celebrazione del genere si svolgesse in un paese come l’Algeria. La stampa locale ha messo in evidenza che è stata la prima volta che una beatificazione si è svolta in un paese totalmente musulmano (tre anni fa c’era stato un precedente, ma nel Libano multiconfessionale), uscito all’inizio del secolo da un “decennio nero” di terrorismo di matrice islamista che ha lasciato dietro di sé decine di migliaia di morti.

Sono stati i vescovi algerini a volerlo fortemente. Tutti i 19, religiose e religiosi, e tra questi il vescovo di Orano, Pierre Claverie e i 7 monaci di Tibhirine, avevano scelto deliberatamente di vivere il Algeria, in mezzo alla gente, malgrado i pericoli, fino a donare la propria vita. E in questo paese avevano numerosi amici, cristiani, ma soprattutto musulmani.

Al primo annuncio ufficiale della beatificazione, nel gennaio di quest’anno, i vescovi hanno immediatamente chiarito che questa non doveva essere letta come una contrapposizione ad un islam violento e intollerante, al contrario. Hanno subito evidenziato come i musulmani stessi fossero stati gli obiettivi privilegiati dei terroristi, con un centinaio di imam assassinati, insieme a tanti altri musulmani che per professione o per fede si erano opposti al settarismo fondamentalista.

La beatificazione sarebbe servita a ricordare anche questa realtà. All’inizio dell’anno, la fuga di notizie che la cerimonia si sarebbe potuta svolgere in Algeria, senza aver prima aver acquisito l’accordo delle autorità algerine, aveva creato qualche problema, presto superato dalla chiarezza degli intenti.

Il paese ha capito e reagito positivamente. I maggiori quotidiani algerini hanno riportato la notizia in prima pagina. Radio e televisione hanno dato rilievo alla cerimonia. I concetti di fratellanza e di amicizia espressi da papa Francesco nel suo messaggio sono stati ripresi da tutti i mezzi di comunicazione.

È stato significativo a questo proposito che la cerimonia a Santa Crus sia stata preceduta da un raccoglimento interreligioso tra musulmani e cristiani nella moschea Ben Badis, dove sono stati ricordati anche gli imam uccisi dall’intolleranza. E durante la cerimonia di beatificazione, il vescovo di Orano, Jean-Paul Vesco, ha ricordato la figura di Mohamed, l’autista di monsignor Claverie, anche lui vittima della violenza fondamentalista.

Nella sua omelia il cardinale Becciu ha sottolineato che «con questa beatificazione noi vorremmo dire all’intera Algeria solo questo: la Chiesa non desidera altro se non servire il popolo algerino, testimoniando amore verso tutti». E ha espresso un augurio che «la comunità cristiana in questo paese sparga piccoli ma significativi semi di pace. Da questa beatificazione, essa possa sentirsi rafforzata nella sua presenza in Algeria». Questo è, del resto, il comune legame che ha unito, durante la loro vita in esperienze molto diverse, i 19 martiri.

Il cardinale Becciu è stato ricevuto a Algeri dal primo ministro Ahmed Ouyahia, alla presenza del ministro degli Affari religiosi, a testimonianza dell’attenzione delle autorità algerine.