Invito alla resistenza civile
Decreto sicurezza: democrazia sotto attacco

Il 27 novembre 2018 sarà ricordato come il Martedì Nero della Repubblica italiana perché il parlamento ha trasformato in legge il Decreto sicurezza che è in netta contraddizione con i principi della nostra Costituzione. E questo è avvenuto senza una discussione parlamentare e senza la possibilità di inserire emendamenti. Altro che centralità del parlamento!

È un brutto segnale per la nostra democrazia! Infatti il Decreto sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il Daspo (un divieto di accesso alle manifestazioni) e gli sgomberi. È forse l’inizio di un sistema poliziesco guidato dall’uomo forte?

Ma la gravità di questo decreto sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Infatti prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il rimpatrio(Cpr), lo smantellamento dei centri Sprar (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni e presi ad esempio a livello internazionale (Riace tra questi), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti conseguenze, l’esclusione dal servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione.

Questa è una legge che trasuda di chiusura leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia. Il decreto è profondamente ingiusto perché degrada la persona del migrante e crea due classi di cittadini, rendendo lo “straniero” una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del «tribalismo italiano», come lo definisce il giurista Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridico e reale. E questo conduce alla separazione e la separazione è peccato.

Ma quale sicurezza

Per di più il Decreto sicurezza non offre sicurezza, perché moltiplicherà il numero dei migranti che verranno sbattuti per strada. E l’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli Sprar. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi! Così, entro il 2020, si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. Gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i Centri per il rimpatrio (Cpr) e verrà loro ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia come mano d’opera a basso prezzo per il capolarato.

È questa la conclusione amara di un lungo cammino xenofobo di questo paese, iniziato con la Turco-Napolitano (i Cie), seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e dalla legge Orlando-Minniti, oltre che al criminale accordo di Minniti con il governo di Tripoli. Questo razzismo di stato è poi sfociato in una guerra contro le ong presenti nel Mediterraneo, per salvare vite umane, e alla chiusura dei porti, in barba a leggi nazionali e internazionali! Non c’è più legge che tenga, la legge la fa la maggioranza di turno al governo! È in ballo il diritto, la legge, la nostra stessa democrazia. È grave che il Presidente della Repubblica abbia firmato questo decreto.

Reagire

Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità.

Per questo ci appelliamo a:

- Corte Costituzionale, perché dichiari il Decreto sicurezza incostituzionale;

- Giuristi, perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte europea di Strasburgo;

- Conferenza Episcopale Italiana perché abbia il coraggio di bollare questo Decreto e la politica razzista di questo governo come antitetici al Vangelo;

- Istituti missionari, perché facciano udire con forza la loro voce, mettendo a disposizione le loro case per “clandestini” come tante famiglie in Italia stanno facendo;

- Parroci, perché abbiano il coraggio di offrire l’asilo nelle chiese ai profughi destinati alla deportazione, attuando il Sanctuary Movement, praticato negli USA e in Germania;

Responsabili degli Sprar e Cas, perché disobbediscano, trattenendo nelle strutture i migranti, soprattutto donne con bambini;

- Medici, perché continuino a offrire gratuitamente servizi sanitari ai clandestini;

- Cittadinanza attiva, perché in un momento così difficile e buio, in tanti si oppongano con coraggio a questa deriva anti-democratica, xenofoba e razzista anche con la “disobbedienza civile” così ben utilizzata da Martin Luther King che affermava: «L’individuo, che infrange una legge perché la sua coscienza la ritiene ingiusta ed è disposto ad accettare la pena del carcere per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, manifesta in realtà il massimo rispetto per la legge!».

Coraggio, inizia ora la Resistenza civile!

Fai sentire anche tu la tua voce, firmando la petizione online.