TATALITA - GENNAIO 2018
Difendendo la terra e la vita

Aefjn
Africa Europe Faith and Justice Network è promossa da una cinquantina di istituti religiosi o missionari cattolici. Dal 1988 la rete contribuisce a sviluppare relazioni economiche eque tra Africa ed Europa.

Cicodev
È l’Istituto panafricano di ricerca, formazione e azione per la cittadinanza, il consumo e lo sviluppo. Ha lo scopo di fornire strumenti conoscitivi, di consolidare il movimento dei cittadini-consumatori e di lottare contro la povertà.

Nella foto: Cartello impedisce l'ingresso a 75 ettari di terreni agricoli nei pressi di Ibadan (Nigeria), acquisiti dall'azienda agricola Zartech. 

“Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, dice un proverbio. E ci sono momenti nella vita in cui è possibile ascoltare con chiarezza il respiro leggero di questa vita che cresce: bisogna lasciarsi riempire i polmoni, prendere la rincorsa e tuffarsi più motivati nella lotta quotidiana, sapendo di far parte di una rete di lottatori.

Questa è la portata concreta e simbolica di un incontro che si è tenuto a Abidjan (Costa d’Avorio) dal 21 al 23 novembre, pochi giorni prima del vertice Unione africana-Unione europea. Di quest’ultimo tutti i media hanno parlato, dell’altro solo i social-network impegnati.

Nella Conferenza regionale dell’Africa francofona di Abdjan si è discusso dell’accaparramento delle terre in Africa e di come sia possibile identificare e promuovere delle soluzioni endogene. Un'ottantina i partecipanti di 21 nazionalità e di variegata appartenenza: società civile, capi tradizionali, religiosi e religiose, preti, imam, arcivescovi e vescovi.

Un’occasione per inquadrare il problema e abbeverarsi a otto esperienze significative che hanno saputo opporsi all’accaparramento di terre a scopo di agrobusiness e di sfruttamento forestale o minerario, o al cambiamento delle leggi fondiarie per facilitare questo fenomeno, che è fonte di ingiustizie, povertà e crea le premesse di nuovi conflitti.

Alcuni dettagli che ho colto. La passione con cui Kadija, portavoce della Rete globale per il diritto all’alimentazione – parlando della complicità tra la Banca mondiale e gli stati, e rifiutando un partenariato Africa-Europa disumanizzante e pauperizzante – ha detto che la Chiesa ha il dovere di interessarsi di questi problemi e quindi deve uscire dai luoghi di culto per difendere la terra che Dio ha dato all’umanità perché se ne prenda cura.

L’immagine delle madri di Koudiadiène (Senegal), che per prime hanno protestato pubblicamente per l’inquinamento delle miniere di fosfati di una multinazionale di origine spagnola: la collaborazione tra la rete Fede e giustizia in Africa ed Europa (Aefjn), parrocchia, popolazione e Cicodev, ha ottenuto l’impegno della multinazionale a rimediare e a investire per lo sviluppo della collettività.

L’immagine di Modestine, una religiosa malgascia che ha creato un movimento di coscientizzazione popolare accompagnando il popolo della sua provincia (autorità tradizionali e amministrative e semplici cittadini) al riconoscimento della proprietà delle terre difendendole dall’accaparramento cinese. Le donne e le religiose hanno un ruolo e una forza da tenere in considerazione per proteggere e far crescere la vita.

L'immagine dei cinque arcivescovi e vescovi che, in modo semplice e fraterno, hanno attivamente preso parte a tutta la sessione: segno che la Chiesa in Africa può e vuole impegnarsi a difendere la terra, la dignità e la vita.

Mi porto a casa la certezza di un’Africa che è già in piedi e che lotta con competenza e coraggio perché lo sviluppo sia responsabile e integrale. Torno a Bangui incoraggiata a camminare verso un sogno che da qualche tempo faccio a occhi aperti, insieme ad alcuni fratelli e sorelle: siamo certi che se “i ragni uniscono le loro ragnatele, possono bloccare un leone”.