Africa Competitiveness Report
Economie bloccate, riforme urgenti

«La capacità delle economie dell’Africa di creare abbastanza posti di lavoro per affrontare la sfida dell’occupazione giovanile, che ormai preoccupa tutti i governi del continente, si basa sulla corretta attuazione di urgenti riforme strutturali per aumentare la produttività». 

Lo rileva il nuovo Africa Competitiveness Report realizzato congiuntamente dalla Banca africana di sviluppo, la Banca Mondiale e il Forum economico mondiale, che sottolinea come la competitività dell’Africa sia ancora inferiore a quella di altre regioni, in un momento in cui nella maggior parte delle economie africane la crescita sta rallentando, dopo una decade di elevati tassi d’incremento.

Gli insufficienti progressi compiuti dai paesi africani sulle riforme strutturali, necessarie ad accompagnare lo sviluppo del corso dell’ultimo decennio di crescita sostenuta, hanno messo l’Africa su un piano più debole rispetto al resto del mondo.

Tutto questo è accentuato dalla probabilità di un ulteriore ristagno, se non miglioreranno le condizioni fondamentali per favorire la competitività dei paesi africani.

Un sfida resa ancor più difficoltosa dalla rapida espansione della popolazione africana in età lavorativa che, in base alle proiezioni dello studio, nei prossimi due decenni dovrebbe aumentare di quasi il 70%, equivalente a 450 milioni. Ma con le attuali, ridotte prospettive di crescita del continente e le politiche di sviluppo ancora inadeguate potranno essere creati solo cento milioni di posti di lavoro.

Lo studio incentra una larga parte della sua disamina su questo argomento. Lo fa evidenziando come questa massiccia crescita della popolazione potrebbe aiutare gli africani a raggiungere una maggiore prosperità condivisa e migliorare le loro condizioni di vita. Oppure, al contrario, potrebbe creare ulteriori difficoltà economiche e diventare fonte di tensione sociale.

La lunga disamina sottolinea pure come per il quinto anno consecutivo, la mancanza di accesso al finanziamento per le imprese locali e la corruzione siano i due principali fattori che ostacolano la possibilità di fare affari in Africa.

Lo studio evidenzia così le debolezze africane anche alla luce delle nuove minacce portate dalla decrescita economica, suggerendo, al contempo, i necessari correttivi. La ricetta per migliorare la competitività dell’economia africana a livello globale, secondo il rapporto, è costituita da una serie di obiettivi a breve e a lungo termine. Nell’elencare questi ultimi, lo studio individua il miglioramento dell’accesso al credito, l’incentivazione delle infrastrutture, massicci investimenti sulla tecnologia, il rafforzamento delle istituzioni di governo e lo sviluppo di adeguate conoscenze per rimanere competitivi in ??un panorama economico globale in rapido cambiamento.

La relazione ha valutato la competitività dell’Africa basando la sua analisi sull’insieme delle istituzioni, delle politiche e dei fattori che determinano il livello di produttività e di conseguenza la prosperità futura di un paese. 

I risultati dello studio combinano i dati dell’ultimo Global Competitiveness Index (Gci) con studi sulle politiche per l’occupazione e la competitività urbana. Nella seconda parte della relazione sono illustrati i profili di competitività dettagliati di 35 economie africane, classificate secondo la graduatoria del Gci.

Da quest’ultima analisi emerge che l’economia più competitiva dell’Africa è quella delle Mauritius (45esimo posto nella graduatoria mondiale), seguita da Sudafrica (47esimo posto) e Rwanda (52esimo). Da notare che la Nigeria, che in termini assoluti spicca come la principale economia del continente, è fuori dalle prime dieci posizioni occupate dai paesi africani.