Progetto Neom, la città futuristica
Egitto e Arabia sempre più vicini

Nasce Neom, un progetto da oltre 500 miliardi di dollari per realizzare la megacittà futuristica che sorgerà in Arabia Saudita sulle coste del Mar Rosso, abbracciando l’Egitto vicino al canale di Suez e la Giordania con il Golfo di Aqaba. Così il principe Mohammed Bin-Salman ha annunciato a fine ottobre, presentando il suo ambizioso piano di 26.500 chilometri quadrati, come un polo industriale e commerciale interamente tecnologico, che sarà alimentato da sole e vento, e con servizi automatizzati.

La megacity ha come scopo dare impulso a nove settori in futuro, ovvero energia e acqua, mobilità, biotecnologie, alimentazione, scienze tecnologiche e digitali, produzione avanzata, media, intrattenimento, abitabilità. Così informa il comunicato stampa che introduce Neom. Sulla base di questi dettagli, i potenziali nuovi investitori locali e internazionali potranno decidere se puntare sulla città avvenieristica, finanziata inizialmente dal Regno saudita e dal suo Fondo di investimento pubblico. 
Secondo Amr Adly, un economista politico egiziano, a motivare l’iniziativa sarebbero calcoli geopolitici. Dall’ ascesa e auto-promozione di Mohammed Bin-Salman, primo erede nella linea di successione al trono dell'Arabia Saudita, alla privatizzazione parziale di Aramco, secondo produttore mondiale di petrolio, fino all’enorme piano di modernizzazione “Vision 2030”, volto alla diversificazione economica del Regno, il principe saudita mostra intraprendenza.  

In questo contesto si inserisce la città del futuro, spiega Adly, l’ultima mossa pensata per preparare l’Arabia Saudita ad un futuro post-petrolifero, passando alle energie rinnovabili, con l’obiettivo di rendere il paese meno dipendente dal greggio, cambiare volto all’economia saudita, sostenere la crescita interna e creare occupazione.

In senso più ampio, continua l’economista, Riyadh punterebbe ad un’integrazione regionale con i suoi vicini paesi del Golfo (eccetto il Qatar) estesa all’Egitto, suo unico alleato affidabile, considerati gli equilibri precari nel Medio Oriente allargato.

“L’aspetto notevole di Neom è la sua dimensione regionale. Creerà delle interconnessioni tra Egitto e Arabia Saudita” dice, alludendo alla posizione geostrategica della megapolis che sarà situata su una delle arterie economiche più importanti del mondo, crocevia globale di rotte commerciali tra Asia, Europa e Africa.

D’altra parte, Adly precisa, non è chiaro come ciascuno dei tre paesi esposti sul Mar Rosso parteciperà al mega progetto, né quali reali vantaggi apporterà nell’area interessata. A suo parere, per gli egiziani sarebbe proficuo avere investimenti stanziati in settori ad alta intensità di lavoro, avendo l’Egitto manodopera non qualificata e semi-qualificata in abbondanza. I sauditi, d’altro canto, essendo carenti e poco competitivi in questi settori, mirano al terziario, redditizio, ma che però non crea posti di lavoro per la massa. Non avrebbe senso investire nell’industria ad alta tecnologia, nota l’economista politico, dal momento che entrambi i paesi scarseggiano di forza lavoro qualificata, e fanno fatica a generare occupazione.

Potenziale fonte di opportunità, la città del futuro - che sembra rifarsi al modello di “zona franca” lanciato a Dubai - offrirebbe all’Egitto il beneficio di essere collegato - da un ponte che attraverserà il Mar Rosso - all’Arabia Saudita, il più grande mercato economico in Medio Oriente e Nord Africa e tra le 20 più grandi economie al mondo. Ma in che misura il progetto faraonico gioverà al Cairo, e quali opportunità genererà concretamente, resta da vedere.

Le autorità egiziane esprimono speranza circa le potenzialità di incrementare il commercio e attirare investimenti, rilanciando di conseguenza il settore turistico e l’economia del paese, che non ha visto ripresa dalla rivoluzione del 2011.

Mentre il Regno cerca di riposizionare la propria economia, il suo ultimo maxi piano rimane al suo stato embrionale di iniziativa politica, in attesa di una discussione aperta e approfondita sui suoi risvolti economici.