Uganda
Kony 2017

Il 5 marzo 2012, la organizzazione non governativa Invisible Children lanciò il docu-film Kony 2012, realizzato per promuovere la campagna umanitaria denominata Stop Kony, che si prefiggeva l’obiettivo di far catturare il criminale di guerra ugandese.

Trascorso un lustro dal lancio del cortometraggio, Joseph Kony non è ancora stato arrestato e nel frattempo Invisible Children ha anche rischiato la chiusura. L’ong californiana, alla fine del 2014, aveva infatti annunciato che stava per cessare la sua attività; ma poi, seppur notevolmente ridimensionata, ha evitato lo scioglimento.

Il signore della guerra ugandese avrebbe trovato rifugio nella remota enclave contesa di Kafia Kingi, situata in territorio sudsudanese, ma di fatto sotto il controllo delle forze armate del vicino Sudan. Un nascondiglio protetto, considerata la vecchia alleanza tra Kony e il regime di Khartoum, che in risposta al sostegno ugandese ai ribelli separatisti dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan (Spla), ha armato e supportato per decenni la campagna di guerriglia nel nord Uganda dell’Esercito di liberazione del signore (Lra), il gruppo guidato da Joseph Kony.

L’Lra ha seminato il terrore in diversi paesi dell’Africa centrale e secondo Human Rights Watch dal 1986, anno di inizio dell’insurrezione nel nord Uganda, avrebbe rapito oltre ventimila bambini per arruolarli nelle sue file.

La testimonianza più recente riguardo la sorte del fanatico fondamentalista cristiano risale a un anno fa, quando Ofwono Opondo Ogaldin, un ex bambino soldato che ha militato 27 anni nell’Lra, ha rivelato al Telegraph che Kony per sovvenzionare ciò che resta della sua organizzazione sarebbe dedito al traffico d’avorio proveniente dal parco nazionale di Garamba, nel nord della Repubblica democratica del Congo.

Più di dieci anni fa, Kony è stato costretto a lasciare la sua terra d’origine nel nord Uganda e a rifugiarsi prima in Congo e poi nel Sudan meridionale. Dal 2011, più di cento consiglieri militari statunitensi e le forze speciali sono impiegati in modo permanente per aiutare gli eserciti dei paesi dell’area a combattere la sua organizzazione. Dopo il loro arrivo, Kony è fuggito nella Repubblica Centrafricana e poi ha raggiunto Kafia Kingi.

Si ritiene anche che i suoi figli Ali e Salim, abbiano assunto un ruolo primario all’interno del movimento armato. Ali Kony è un ufficiale dei servizi di intelligence dell’Lra ed è considerato come un potenziale successore del padre alla guida del gruppo. Salim invece è più coinvolto nella pianificazione operativa e nella repressione dei dissidenti.

Nel frattempo, la forza dell’esercito di Kony è costantemente diminuita e oggi potrebbe essere ridotta a soli 120 combattenti armati, accompagnati da circa cento donne e bambini. Ormai, il criminale di guerra, indebolito e accerchiato, sembra aver messo in secondo piano la lotta armata. Ma, a differenza di quanto sostiene Kampala, la missione non è ancora compiuta e l’obiettivo della sua cattura non è stato ancora raggiunto.