Campagna "Banche armate"
venerdì 06 febbraio 2015
Video: "Armi, banche, comunità cristiane. Quaresima disarmata."

Deutsche Bank, Unicredit spa, Gruppo Bnp Paribas, Natixis, Ubi Banca, Barclays bank Plc, Banca Carige spa-Cassa di risparmio di Genova e Imperia, Gruppo Crédit Agricole, Banca Valsabbina scpa, Intesa San Paolo.

Sono le prime dieci banche della lista sulle operazioni bancarie 2013 connesse al commercio italiano di materiali d’armamento; lista pubblicata ogni anno dalla Presidenza del consiglio dei ministri, come prevede la legge 185 del 1990 che regola la trasparenza e il controllo dell’export armiero. Legge che vieta di vendere armi a dittatori, nazioni in guerra e a paesi che violano i diritti umani, ma che consente anche di conoscere gli istituti che fanno affari supportando la vendita legale di armamenti. 
In coerenza con gli impegni di cittadinanza responsabile, presi da diecimila pacifisti all’Arena di Verona, lo scorso il 25 aprile, il “martedì del mondo” chiama in causa parrocchie, comunità religiose e diocesi (erano molti i cristiani in Arena), invitandole a chiedersi se ritengano logico ed eticamente sostenibile invocare la pace e nello stesso tempo tenere i soldi in una “banca armata”.
Informazioni puntuali e sollecitazioni in direzione di una scelta chiara e responsabile sono arrivate, negli ultimi quindici anni, dalla Campagna “banche armate”, voluta dalle riviste missionarie Nigrizia, Missione Oggi, Mosaico di pace.
L’interlocutore della serata è stato don Adriano Sella, della diocesi di Padova, coordinatore della Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita della Pastorale sociale e del lavoro. “Nuovi stili di vita” significa, tra l’altro, scegliere di consumare criticamente e sobriamente prodotti e servizi, compresi quelli bancari. Don Adriano ha lavorato per molti anni in Amazzonia (Brasile), nella Commissione giustizia e pace e delle pastorali sociali della Conferenza episcopale del Nord del Brasile, accompagnando e sostenendo anche l’impegno delle comunità ecclesiali di base e dei movimenti sociali.
L’incontro, è stato moderato da padre Efrem Tresoldi, direttore di Nigrizia, ed è stato preceduto da una breve disamina sulla situazione politica e sociale in Mozambico, curata dalla redazione di Nigrizia.