GIUFA' - GIUGNO 2017
Ong e migranti, così si capovolge la realtà

Organizzazioni non governative

A soccorrere i migranti nel Mediterraneo – come prevede il codice della navigazione agli articoli 1113 e 1158 – sono 9 ong europee che dispongono di 13 navi. Il loro intervento ha avuto inizio in seguito ai naufragi e alle morti del 2015 (la tragedia più grave avviene il 18 aprile 2015 nel canale di Sicilia: almeno 700 persone in fondo al mare). Da rilevare che nel 2015 non era più attiva Mare Nostrum, l’operazione umanitaria della Marina militare italiana in soccorso dei profughi, che ha operato dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014.

Il danno arrecato non solo ai movimenti della solidarietà organizzata, ma alla coscienza di una nazione intera, è purtroppo gravissimo, incalcolabile. Da settimane l’opinione pubblica viene martellata da una campagna finalizzata a “scoperchiare” il “lato oscuro” dell’accoglienza dei migranti. Tanto più subdola quando si ammanta di paternalistiche buone intenzioni: lo facciamo per trasparenza, snidare le complicità nascoste e i finanziamenti misteriosi delle organizzazioni non governative (ong) gioverà alla loro nobile causa…

Ma va là. Non prendiamoci in giro. I messaggi trasmessi sono nell’ordine i seguenti:

- è in atto un’invasione pianificata che ha per fine indebolire l’economia italiana a vantaggio di altre nazioni;

- le ong che praticano il salvataggio in mare dispongono di risorse non giustificabili con la sola raccolta fondi di solidarietà;

- l’incentivo alla partenza dei migranti rappresentato dalle ong sarebbe comprovato dalla circostanza che i trafficanti dispongono dei recapiti telefonici degli equipaggi impegnati nel salvataggio e si sono registrati contatti fra loro;

- poiché si sono registrati numerosi casi di ruberie nella gestione delle strutture di accoglienza dei migranti a terra, ne consegue che anche fra chi li raccoglie in mare possano nascondersi motivazioni di guadagno.

I messaggi in questione rappresentano un bieco capovolgimento della realtà, ma ciò non di meno dispongono di una potenza suggestiva devastante. Bisognosi di un alibi morale che giustifichi la nostra indifferenza alla sorte di migliaia di esseri umani sofferenti, niente di meglio che aggrapparsi a simili convinzioni: l’Italia è vittima di un’invasione orchestrata da potenze straniere di cui i finti buoni delle ong sono un ingranaggio.

Temo che ci crederanno in tanti, perché forte è il bisogno di credere a simili fandonie con cui si rimuove la necessità di fare scelte difficili: prepararsi ad accogliere più migranti; sacrificare una quota significativa della ricchezza nazionale per favorire la crescita economica e la pacificazione in Africa; prevedere un impegno diretto delle nostre forze armate là dove non esistono più autorità statali, eccetera.

Il capovolgimento della realtà cui sembra destinato ad assoggettarsi il discorso pubblico sui profughi, comincia dalla condanna più ovvia ma anche più ipocrita: le organizzazioni criminali che sfruttano i migranti non si sono forse arricchite grazie a decenni di monopolio concesso loro dall’assenza di mezzi di trasporto alternativi?

Poi ci sono gli scandali di casa nostra, come il Cara di Isola Capo Rizzuto lasciato in gestione alla ’ndrangheta. Vedrete che anche di questo daranno la colpa alle ong.

Finché l’accoglienza e l’integrazione dei migranti verranno trattate come un’emergenza momentanea, senza affrontare le scelte strutturali, anche di natura economica, che impongono, prevarrà la sordida disfida dei cattivi che accusano gli altri di buonismo.