Pesticide Action Week
Pesticidi: spesso obsoleti in Africa

Come nel resto del mondo anche in molti paesi africani i pesticidi finiscono soprattutto su monocolture come mais, cotone e soia. Se si osservano però i dati della Fao, relativi alle importazioni di pesticidi dal 1990 al 2014, quasi tutti i paesi africani risultano meno consumatori rispetto all’Europa e al Nord e Sud America, con un’unica eccezione: il Sudafrica.

Le importazioni di prodotti chimici per l’agricoltura in Africa si fermano al 6% del mercato mondiale, rispetto al 49% dell’Europa. Il Sud Africa importa pesticidi ai livelli di Italia e Francia, e il loro utilizzo è diffuso soprattutto nelle colture geneticamente modificate, resistenti ai principali erbicidi. Nel paese dell’Africa australe, insieme all’uso dei pesticidi, è aumentata anche la sensibilità ambientale e sanitaria. L’African Center for Biodiversity ha chiesto il bando dell’erbicida più diffuso al mondo: il RoundUp, commercializzato da Monsanto.

Non sempre è facile mettere in relazione l’uso dei pesticidi con l’insorgenza di malattie, nonostante la stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) abbia pubblicato diversi studi a riguardo. All’inizio del mese di marzo la relatrice speciale per il diritto al cibo delle Nazioni Unite, Hilal Elver, ha portato all’attenzione di tutti la necessità di limitare l’utilizzo di questi prodotti in agricoltura. I pesticidi sono responsabili di 200.000 morti per avvelenamento all’anno, spiega il report, nel 99% dei casi in Paesi in via di sviluppo. Nel rapporto i pesticidi vengono collegati a malattie come l’Alzheimer e il Parkinson, a disfunzioni ormonali e a problemi respiratori.

Nei paesi in via di sviluppo, un contadino su 5.000 rischia l’avvelenamento. Secondo la relatrice speciale per il diritto al cibo, anche i popoli indigeni e le comunità rurali sono a rischio. Per quanto in Africa il mercato dei pesticidi sia meno fiorente, i prodotti chimici sono ugualmente diffusi. In molti paesi africani gli agricoltori, che sono anche i più esposti ai pesticidi, rappresentano più del 60% della popolazione attiva.

In un indagine condotta dal Pesticide action network (Pan) è risultato che la maggior parte dei contadini africani non utilizza alcun tipo di protezione durante l’erogazione degli agenti chimici. Nel report pubblicato nel 2010 “Communities in peril: global report” Pan spiega come nelle zone rurali di Mali, Senegal e Tanzania sia diffuso l’uso di pesticidi anche tra i piccoli produttori, fino al 90-95% degli agricoltori.

Alla scarsa protezione si aggiunge anche la diffusione di pesticidi obsoleti, ormai vietati e assimilabili a rifiuti tossici. Secondo i dati forniti dalla Fao sarebbero ancora 25.000 le tonnellate di pesticidi obsoleti in circolazione nel continente. Questi prodotti mettono a rischio anche l’ambiente, inquinando acque e terreni. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha calcolato i costi occulti dei pesticidi in Africa, causati dallo scarso controllo e dalla gestione inadeguata. Nel report uscito nel 2013 “Costs of inaction on the sound management of chemicals” vengono valutati diversi fattori, tra i quali: il numero di giorni di lavoro persi, i trattamenti medici e le visite in ospedale. Secondo le stime per l’Africa Sub-Sahariana i costi nascosti sono in crescita e dovrebbero arrivare a 97 miliardi di dollari nel 2020.