Il fumettista ancora in carcere
Ramón Nsé: “Non mi arrenderò”

Il decano dei fumettisti africani, Barly Baruti, artisti del calibro di Marguerite Abouet ed Edmond Baudouin, o Francis Groux, uno dei mitici fondatori del Festival di Angoulême, in Francia, centro del fumetto internazionale. Sono solo alcuni dei tanti autori africani che sono tornati di recente a chiedere la scarcerazione del disegnatore satirico guineano Ramón Nsé Esono Ebalé, detenuto dal 16 settembre 2017 nel carcere di Black Beach a Malabo, in Guinea Equatoriale, per le sue critiche al dittatore Teodoro Obiang Nguema, al potere dal 1979. Particolarmente indigesta al regime è "La pesadilla de Obi" (L’incubo di Obiang), graphic novel pubblicata nel 2014 che racconta le vicende di un personaggio ispirato al dittatore. Ma al momento ancora nessuna accusa formale è stata rivolta al disegnatore, che si autodefinisce ironicamente “artivista”, metà artista e metà attivista.

A rilanciare la campagna dell’ong EGJustice per la sua liberazione, #FreeNseRamon, è stata la rivista Africa e Mediterraneo assieme alla cooperativa Lai-momo, in occasione della pubblicazione di africacomics.net, un database che raccoglie la più grande collezione disponibile di fumetti d’autore africano.

All’appello hanno risposto in tanti, mettendoci la faccia e firmando la petizione online. Autori africani come il camerunese Simon Mbumbo, fondatore della casa editrice Toom Comics, il disegnatore congolese Alain Mata Mamengi, detto Al’mata, lo sceneggiatore franco-camerunese Edimo, il disegnatore ciadiano rifugiato in Francia Adjim Danngar, e l’autore ed editore togolese Paulin Assem. Altri, come Gianluca Costantini e Pedro X Molina, hanno contribuito anche con un disegno o una breve storia.

Dal carcere, intanto, Ramón è riuscito a diffondere un messaggio di resistenza: "A nome mio e di tutta la mia famiglia voglio ringraziare tutti coloro che continuano a lottare, nella speranza di farmi uscire da questa situazione, a cui non appartengo. Non appartengo a nessun luogo, eccetto quelli in cui le persone possono essere libere e responsabili delle proprie azioni. Tuttavia chi sta al potere ha deciso di non ammettere la ragione della mia detenzione, laddove ragionare significherebbe un progresso verso lo sviluppo generale. E’ mia speranza presentare #218Empire a Vienna, come era previsto, e sostenere il sogno nazionale di vivere al livello delle altre nazioni, attraverso l'unica cosa che posso fare bene: disegnare. Non mi arrenderò, non sono nato con il mondo ai miei piedi, sono nato dalla felicità di mia madre. E oggi vivo per rappresentare il mio popolo attraverso i miei disegni”.