Costa d’Avorio / Infrastrutture
Sviluppo a caro prezzo

Nella foto: una ricostruzione virtuale del ponte in costruzione ad Abidjan che collegherà il comune urbano di Yopougon a quello di Plateau.

Se c’è un’attività in corso senza soluzione di continuità in Africa, negli ultimi anni, è quella delle ruspe. Per fare posto a strade a lunga percorrenza, a linee ferroviarie, a centri commerciali, insomma allo sviluppo. Peccato che, come spesso accade, il futuro si costruisce sulle spalle di chi non ha mezzi per ribellarsi a espropri forzati e/o mal risarciti.

In questi giorni le ruspe sono entrate in azione ad Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio, che ormai si merita l’appellativo di “città dei ponti”. È il quarto, infatti, quello di cui è iniziata la costruzione. Cominciato nel giugno 2018 dovrebbe essere terminato entro il 2020.

La stima dei costi è pari a 216 milioni di euro per 7,2 chilometri che una volta terminati potranno contenere un traffico di 70mila veicoli al giorno andando così ad alleggerire la viabilità a Yopougon, il più grande comune urbano della capitale. Andrà infatti a collegare quella parte di città con il Plateau, la zona degli affari. Ad eseguire i lavori è, manco a dirlo, un’azienda cinese. Un’infrastruttura necessaria, come lo sono quelle in corso d’opera in altre capitali africane. Necessarie a sostenere l’aumento costante della popolazione urbana, così come del traffico dovuto anche al miglioramento del tenore di vita e dunque dei veicoli privati.

A non essere contenti, però, sono gli abitanti di Boribana, grande quartiere popolare di oltre 60mila abitanti che fino alla fine hanno sperato che, per qualche miracolo, i bulldozer non si abbattessero sulle loro case, molte delle quali in lamiera, sui negozietti e le bancarelle. Per la riallocazione degli abitanti del quartiere pare siano stati impegnati 51 milioni di euro e i funzionari statali assicurano che tutti quelli le cui case o attività sono state rase al suolo hanno ricevuto adeguato risarcimento. Anche se molti giurano che non è così.

Il problema poi è che la maggior parte di queste persone non sa dove andare. Le piccole attività commerciali, la cosiddetta economia informale su cui si basa la sopravvivenza di una larga fetta della popolazione, è legata a luoghi e mercati specifici. È dunque sempre difficile trovare nuove collocazioni per riavviare le attività.

Altro problema è un mercato immobiliare non certo alla portata degli sfrattati di Boribana. Oggi, per affittare un piccolo appartamento, ci vogliono 400-500 euro come cauzione e spesso la caparra viene richiesta per almeno 4 o 5 mesi. Soldi che nessuno qui può permettersi di spendere. Senza contare che i famosi indennizzi pare ammontino a 250mila franchi a testa (pari a circa 381 euro!). Ce lo raccontano fonti sul posto che ci hanno spiegato quanto drammatica sia la situazione e fanno intendere quanta poca chiarezza ci sia sulla questione dei risarcimenti.

Comunque sia la realizzazione di infrastrutture legate alla mobilità ad Abidjan, ha ancora un lungo programma. Tra queste, la linea 1 della metropolitana - la cui messa in servizio è stata più volte annunciata, anche alla presenza del presidente francese, e altrettante volte rinviata, stavolta al 2022 - e un quinto ponte, che andrà da Cocody ad Abidjan. Una nazione, anzi una capitale, in fermento dunque, con Alassane Ouattara, sostenuto dall’amico Macron, a godere i risultati visibili di una presidenza incentrata sulle opere pubbliche più di quanto sia mai stato in passato.

Condizioni politiche ed economiche favorevoli e appoggi internazionali stanno giocando la loro parte e ben poco conteranno le proteste, i picchetti improvvisati, i tentativi di ostacolare quello non può essere più fermato. Mentre il paese cresce e attrae investimenti, quella ivoriana rimane una società il cui il gap tra le classi sociali è estremo. Ad un mero 15% della popolazione che rientra nella classe medio-alta si contrappone un largo 40% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà. E rimane diffusa la disoccupazione e il lavoro sottopagato.