Le notizie dall’Africa in podcast – Lunedì 22 giugno 2020

Ascolta le principali notizie di oggi dal continente, a cura della redazione di Nigrizia

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Oggi parliamo della condanna a 20 anni di carcere per l’ex braccio destro del presidente della Rd Congo Vital Kamerhe (nella foto), dell’ esame della richiesta di un processo in appello contro alla Cpi per l’ex presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo e il suo ministro della gioventù e dello sport Charles Blé Goudé, e protesta dei migranti nel Cpr sardo di Macomer.

Rd Congo: condannato a 20 anni di carcere l’ex braccio destro del presidente

20 anni di lavori forzati al termine dei quali scatterà l’interdizione dai pubblici uffici per altri 10 anni: è la pena inflitta dal tribunale di Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, a Vital Kamerhe, accusato di corruzione e appropriazione indebita di 50 milioni di dollari, denaro destinato a opere pubbliche.

Kamerhe, principale alleato e capo di gabinetto del presidente Félix Tshisekedi, è stato arrestato l’8 aprile scorso, il processo è iniziato l’11 maggio e in poco più di un mese si è arrivati alla sentenza. Gli avvocati hanno annunciato che faranno appello e i sostenitori di Kamerhe hanno protestato soprattutto nella città di Bukavu (provincia del Sud Kivu).

E mentre una parte della società civile congolese saluta la sentenza come una svolta nella lotta alla corruzione, non manca chi osserva che in queste settimane si è rafforzata l’alleanza tra Tshisekedi e Joseph Kabila (presidente fino al 2018) i cui uomini sono stati nominati alla guida di importanti società pubbliche.

Costa d’Avorio: la CPI esamina la richiesta di un processo in appello contro Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé

Questo lunedì 22 giugno Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé sono nuovamente davanti alla Corte penale internazionale all’Aja, camera d’appello, per ascoltare le osservazioni della procuratrice Fatou Bensouda, contro l’assoluzione dai crimini di guerra e contro l’umanità pronunciata a fine gennaio 2019 in favore dell’ex presidente ivoriano e del suo ministro della gioventù e dello sport.

I giudici avevano deciso l’assoluzione per via della «debolezza eccezionale» delle prove portate dalla procuratrice. Che subito aveva fatto appello per «errori di procedura». Assoluzione definitiva o meno, questa faccenda, che si prolunga da troppo tempo, impedirà a Laurent Gbagbo di presentarsi alle elezioni presidenziali previste a fine ottobre in Costa d’Avorio.

Intanto l’86ienne ex presidente Henri Konan Bédié si ripresenta candidato per il suo partito alle elezioni alla presidenza che aveva dovuto abbandonare, scalzato da un colpo di stato militare nel 1999.

Italia: protesta dei migranti nel Cpr sardo di Macomer

Arriva dal Cpr di Macomer l’ultima denuncia della Campagna LasciateCIEntrare: sono in rivolta i 50 migranti rinchiusi nel Centro per il rimpatrio, inaugurato nell’isola lo scorso gennaio.

Da sabato 20 sono sul tetto e 10 in sciopero della fame dopo che uno di loro, un giovane marocchino, ha deciso di cucirsi la bocca, dando vita a una forma di protesta estrema, ma pacifica, contro la situazione di reclusione e mancanza di diritti che si vive all’interno del Centro, gestito dalla multinazionale svizzera Ors.

Da mesi LasciateCIEntrare insieme all’Asce (Associazione sarda contro l’emarginazione) denunciano le condizioni del Cpr: impossibilità di comunicare con l’esterno, cibo immangiabile, assenza del diritto alla cura e di qualsiasi attività.