Le notizie dall’Africa in podcast – Mercoledì 24 giugno 2020

Ascolta le principali notizie di oggi dal continente, a cura della redazione di Nigrizia

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L'attivista Sanaa Seif con il fratello Alaa Abdel Fattah (Credit: egyptianstreets.com)

Oggi parliamo del sequestro e della condanna in Egitto dell’attivista Sanaa Seif, di un attentato alla base turca di Mogadiscio rivendicato da al-Shabaab e del governo e due aziende petrolifere accusate di grave inquinamento ambientale in Sud Sudan.

Egitto: sequestrata da agenti in borghese l’attivista Sanaa Seif

È stata rapita da agenti in borghese, mentre stava denunciando il pestaggio subito domenica scorsa davanti al carcere di Tora, al Cairo, dove è detenuto il fratello. Sanaa Seif, attivista egiziana e sorella minore del prigioniero poiltico Alaa Abdel Fattah, si trovava ieri nell’ufficio del procuratore generale quando è stata prelevata con la forza da uomini in abiti civili.

Dopo due ore di interrogatorio e l’accusa di diffusione di notizie false, abuso di social media e incitamento al terrorismo, è stata condannata a 15 giorni di detenzione cautelare. Il sequestro è avvenuto in pieno giorno, davanti al procuratore generale Hamada El Sawy, conosciuto in Italia per aver negato le torture sullo studente Patrick Zaki e non aver collaborato sul caso Regeni.

Somalia: al-Shabaab rivendica attentato alla base turca di Mogadiscio

Almeno due persone sono rimaste uccise e altre due sono rimaste ferite ieri in Somalia dopo che un attentatore suicida si è fatto esplodere vicino all’accademia di addestramento militare turco a Mogadiscio. Il portavoce del governo somalo Ismail Mukhtar ha riferito all’agenzia di stampa Anadolu che le guardie di sicurezza hanno sparato all’attentatore che stava cercando di entrare nella struttura militare fingendosi un cadetto. L’attacco è stato subito rivendicato al-Shabaab e condannato dal ministero degli esteri di Ankara. La base turca è la più grande base militare all’estero della Turchia, impegnata nell’addestramento dell’esercito somalo.

Sud Sudan: il governo e due aziende petrolifere accusate di grave inquinamento ambientale

La Corte di giustizia dell’Africa Orientale ha emesso un’ingiunzione temporanea che vieta al governo del Sud Sudan e a due compagnie petrolifere l’estrazione e l’esportazione di petrolio nello stato settentrionale, nord-occidentale e dell’Alto Nilo. La Corte si è espressa in seguito a un esposto presentato dall’ong Hope for Humanity Africa, che accusa il governo, la Greater Pioneer e la Dar Petroleum di inquinamento ambientale provocato da fuoriuscite di petrolio che contaminano il Nilo e i fiumi stagionali che forniscono acqua a uomini e animali. L’ong ha anche chiesto che fosse impedito alle due compagnie petrolifere di pompare il greggio nei locali impianti di lavorazione.