Le notizie dall’Africa in podcast – Lunedì 29 giugno 2020

Ascolta le principali notizie di oggi dal continente, a cura della redazione di Nigrizia

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Lazarus Chakwera con la moglie, nuova first lady del Malawi (Credit: aljazeera.com)

Oggi parliamo del giuramento del nuovo presidente del Malawi, dei timori di scontri con islamisti del vecchio regime in Sudan e dello slittamento delle elezioni in Somalia.

Malawi: l’oppositore Lazarus Chakwera è il nuovo presidente

L’oppositore Lazarus Chakwera (nella foto) è il nuovo presidente del Malawi. Una vittoria storica per il paese che è stato richiamato alle urne martedì scorso, dopo che la Corte costituzionale aveva annullato le elezioni presidenziali dello scorso anno per gravi irregolarità.

Chakwera, che ieri ha prestato giuramento nella capitale Lilongwe, ha vinto con il 58,57% dei voti superando il suo rivale, il presidente in carica Peter Mutharika, che ha ottenuto il 40% dei consensi. Lazarus Chakwera, predicatore pentecostale ed ex docente di teologia, ha dichiarato che sarà «il presidente di tutti per costruire insieme un nuovo Malawi». Saulos Chilima, ha prestato giuramento come vicepresidente.

Sudan: tensione alta per la ricorrenza del golpe di El-Bashir

In Sudan “le autorità stanno prendendo drastiche misure di sicurezza per oggi e domani”. “A Khartoum nessuno deve uscire di casa” riferisce a Nigrizia una fonte nella capitale. Chiuse strade, ponti e mercati. Si temono scontri in occasione, domani, dell’anniversario della presa del potere di Omar El-Bashir, con un colpo di stato militare, nel 1989.

31 anni dopo – e dopo la rivolta che lo ha deposto un anno fa – gli islamisti a lui fedeli vogliono mostrare la loro forza per tornare a quel sistema e per renderlo ancora più legato alla legge islamica. Nella capitale circolano voci di un possibile colpo di Stato militare perché la situazione economica è catastrofica, con i prezzi alle stelle e le restrizioni da coronavirus che colpiscono duramente le attività produttive.

Somalia: slittano al 2021 le elezioni generali

In Somalia la commissione elettorale ha annunciato lo slittamento delle elezioni parlamentari e presidenziali previste il 27 novembre. A ostacolare il lavoro della commissione divergenze politiche, insicurezza, inondazioni, Covid-19 e carenze di fondi. Il mandato del presidente termina l’8 febbraio 2021 ma, ha annunciato la presidente della commissione, nessuna scadenza può essere rispettata.

Si stima che oltre 6 milioni di somali possano votare, metà della popolazione del paese. Nel suo discorso al parlamento, la presidente ha presentato due opzioni: un’elezione basata sulla registrazione biometrica che sarebbe possibile nell’agosto 2021 o una registrazione manuale che permetterebbe di anticipare il voto nel marzo 2021.