Le notizie dall’Africa in podcast – Mercoledì 15 luglio 2020

Ascolta le principali notizie di oggi dal continente, a cura della redazione di Nigrizia

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Proteste in Darfur, Sudan (Credit: max-security.com)

Oggi parliamo dell’accordo di condivisione del potere raggiunto tra il governo centrale del Sudan e due milizie attive in Darfur, della richiesta di una svolta politica e sociale in Burundi e delle dimissioni del figlio del presidente del Mali dalla commissione parlamentare di difesa.

Sudan: raggiunto un accordo di pace con due gruppi armati in Darfur

In Sudan il governo transitorio e due gruppi armati darfuriani hanno raggiunto un accordo per la firma della pace e sulla condivisione del potere. Si tratta del Fronte rivoluzionario sudanese e del Movimento di liberazione sudanese di Minni Minnawi. L’ultima fase dei negoziati riguarderà le disposizioni in materia di sicurezza.

E proprio per chiedere maggior sicurezza da settimane la popolazione del Nord Darfur sta tenendo pacifici sit-in di protesta, colpiti nello scorso fine settimana da attacchi di uomini armati che hanno ucciso decine di civili a Fataborno e Kutum. Da ieri il tutto il Nord Darfur è stato imposto lo stato d’emergenza.

Burundi: l’Onu chiede una svolta democratica al nuovo presidente

La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Burundi si è rivolta al nuovo governo del paese e al presidente Évariste Ndayishimiye, in carica dal 18 giugno scorso, chiedendo cooperare per «rompere in ciclo di violenza» che ha devastato il paese negli ultimi anni. La Commissione è stata incaricata, a partire dal 2016, di fare luce sulle violenze e sugli abusi innescati dalla crisi politica del 2015, ma il presidente Nkurunziza, al potere per 15 anni e morto l’8 giugno, aveva sempre negato l’accesso ai funzionari dell’Onu.

A partire dal 2015, le forze di sicurezza e la milizia imbonerakure, legata al partito al potere, il Consiglio nazionale per la difesa della democrazia, hanno compiuto esecuzioni extragiudiziarie, arresti arbitrari e violenze contro gli oppositori politici nella quasi totale impunità.

Mali: il figlio del presidente si dimette dalla commissione parlamentare di difesa 

Karim Keïta, figlio del presidente maliano Ibrahim Boubacar Keïta, si è dimesso dalla presidenza della commissione parlamentare di difesa. È la prima testa importante che cade nell’entourage del presidente, da settimane contestato dalla piazza. Karim occupava l’incarico ben prima delle contestate legislative dello scorso aprile e gli è stato riaffidato dopo la sua rielezione.

Una decisione che arriva dopo che nei giorni scorsi nelle strade di Bamako ci sono state rivolte e repressioni che fino ad oggi hanno fatto 11 morti e 124 feriti. I manifestanti pretendono le dimissioni del presidente. Intanto la Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale ha nominato l’ex presidente nigeriano, Goodluck Jonathan, inviato speciale in Mali, per agevolare il dialogo tra tutte le parti in causa.