Notizie dall’Africa in podcast – Venerdì 11 giugno 2021

Ascolta le principali notizie di oggi dal continente, a cura della redazione di Nigrizia

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Oggi parliamo delle mancate tutele dei migranti minori non accompagnati in Europa, di nuovi arresti alla viglia del voto in Algeria e del disimpegno della Francia nella lotta al terrorismo nel Sahel.

 

Rapporto Oxfam: servono più tutele per i minori non accompagnati che compiono 18 anni

6.633 minori stranieri non accompagnati presenti in Italia. Più di 30mila in Francia. Bambini e ragazzi che, al compimento dei 18 anni, escono dal sistema di accoglienza e protezione garantito dalla loro minore età e rimangono in balìa di legislazioni che non li tutelano.
È la denuncia del report presentato ieri da Oxfam, Greek Council e Dutch Council for Refugees e Acli Francia.
Il rapporto fa emergere chiaramente che nessuno dei 5 paesi presi in esame – Francia, Grecia, Paesi Bassi, Irlanda e Italia – ha adottato politiche sistemiche in grado di sostenere i giovani migranti nel loro percorso di integrazione post maturità.
Da qui, la richiesta all’Italia di una maggiore garanzia per i minori e più coordinamento tra gli attori coinvolti, e all’Europa di più fondi per l’integrazione.

Algeria: oggi si arresta, domani si vota

Tre arresti importanti, avvenuti a due giorni dalle elezioni legislative in Algeria.
Si tratta del giornalista Khaled Drareni che ha già trascorso quasi 11 mesi in detenzione prima di essere rilasciato lo scorso febbraio.
Ha comunicato ai suoi parenti di trovarsi nella caserma di Antar.
Anche l’altro fermato è un giornalista, Ihsan el-Kadi, direttore di Radio M. Era sotto controllo giudiziario da poco più di 3 settimane.
L’ultimo arrestato è Karim Tabbou, nota figura del movimento Hirak e acerrimo nemico del regime algerino. Anche lui era sotto controllo giudiziario dalla fine di aprile.
Pure Tabbou ha già trascorso diversi mesi in detenzione, tra settembre 2019 e luglio 2020.
Tre arresti che fanno rumore in un paese chiamato il 12 giugno a eleggere i 407 deputati del parlamento. Un voto boicottato da Hirak e da altri movimenti popolari.

Sahel: Macron annuncia un forte mutamento dell’operazione Barkhane, operativa dal 2014

Il presidente francese Macron è tornato sull’operazione militare Barkhane, dispiegata nel Sahel dal 2014 con una forza di 5.100 uomini in funzione antijihadismo.
L’intervento militare di Parigi sarà profondamente modificato e la lotta ai gruppi jihadisti, in particolare nelle aree di frontiera tra Mali, Niger e Burkina Faso, sarà affidato a reparti speciali che avranno il compito di individuare e colpire i capi del terrorismo islamista.
Non sono stati forniti dettagli sulla tempistica né sulle modalità di questo cambiamento.
La forze speciali francesi nel Sahel, che oggi fanno capo al dispositivo Sabre, sono composte di 350 soldati d’élite e potranno essere spalleggiati da commandos europei della missione Tabuka e anche da forze degli eserciti dei cinque paesi saheliani: Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso.